Colonnello Roberto Indiano
Orcenigo Superiore (PN)
Il 16 settembre 1883 viene costituito in Caserta l'11° Reggimento Bersaglieri, inserendosi nella gloriosa tradizione della specialità bersagliera e contribuendo fin dal suo primo anno al prestige e alla potenza dell'Esercito italiano.
Nel corso del Primo Conflitto Mondiale il reggimento è impegnato fino all'11 febbraio 1916 nell'ambito delle Divisioni di fanteria, dove dimostra capacità e dedizione negli sanguinosi combattimenti. Successivamente è inquadrato nella II Brigata Bersaglieri, dove affianca prima il 9° Reggimento e poi, dal 6 novembre 1916, il 7° Reggimento, operando in coordinamento con altre unità bersagliere di grande valore.
Nel corso del conflitto il reggimento partecipa a operazioni sui fronti più impegnati, in particolare sul Carso e nell'Isonzo, zone di combattimento estremamente difficili ove i bersaglieri si battono con leggendario valore. Il reggimento combatte alla battaglia di Monte San Michele e alle operazioni di Jamiano, dove si distingue per il suo ardimento e la tenacia nel mantenere le posizioni conquistate.
Dal 10 maggio 1923 il reggimento è trasformato in ciclisti e tale rimarrà sino al 1936, adattandosi alle nuove esigenze strategiche e tattiche dell'Esercito italiano. In questa configurazione continua a mantenere elevati standard di preparazione e prontezza operativa.
Dal 1° febbraio 1938, l'11° Bersaglieri è inquadrato nella 1^ Divisione Celere "Eugenio di Savoia" e con tale grande unità prende parte al Secondo Conflitto Mondiale. Nel corso della guerra, tuttavia, il reggimento cambia più volte dipendenza operativa, adattandosi alle mutevoli situazioni tattiche.
A seguito degli eventi determinati dall'armistizio dell'8 settembre 1943, il reggimento è sciolto in territorio Jugoslavo in Dalmazia, terminando un ciclo operativo caratterizzato da impegni significativi in molteplici teatri di operazione.
Il 1° novembre 1975, in Aviano, viene costituito il 27° Battaglione Bersaglieri "Jamiano", per trasformazione del preesistente XXXVIII Battaglione del disciolto 132° Reggimento Carri. Assegnato alla 132^ Brigata corazzata "Manin", riceve la gloriosa Bandiera dell'11° Reggimento Bersaglieri, continuando la tradizione reggimentale. Il 29 settembre 1992 il battaglione perde la propria autonomia ed il giorno successivo è inquadrato nell'11° Reggimento Bersaglieri che si ricostituisce in Aviano, successivamente trasferito nell'attuale sede di Orcenigo Superiore.
Il 18 aprile del 1997, il XXVII Battaglione è sostituito dall'XI Battaglione Bersaglieri "Caprera" che, come segno tradizionale di appartenenza al disciolto 182° Reggimento fanteria corazzata "Garibaldi", continua a portare con orgoglio la cravatta rossa, simbolo della sua eredità storica.
SCUDO: Partito caratterizzato da due partizioni significative della storia del reggimento. La prima partizione è d'argento alla colonna spezzata su basamento, al naturale, accostata in capo da due silfi di rosso, ricordando le operazioni in Libia. La seconda partizione è d'azzurro ad un monte all'italiana d'oro di tre cime uscenti dalla punta, sormontato da due gemelle pure d'oro, ondate, poste in fascia. Il tutto è abbassato ad un capo d'oro caricato dal quartier franco d'azzurro alla palma fruttata d'oro (Tripoli), radicata su campagna di verde.
CORONA TURRITA: A coronamento dello scudo araldico, simbolo di fortezza e prestigio militare.
1. Lista Bifida: D'oro, svolazzante, collocata sotto la punta dello scudo, incurvata con la concavità rivolta verso l'alto, riportante il motto "Quis Ultra?", che esprime l'audacia e lo spirito di sfida caratteristici del reggimento bersagliero.
2. Onorificenza: Accollata alla punta dello scudo con l'insegna pendente al centro del nastro con i colori della stessa, rappresentando i riconoscimenti ricevuti.
3. Nastri Rappresentativi: Annodati nella parte centrale non visibile della corona turrita, scendenti svolazzanti in sbarra ed in banda dal punto predetto, passando dietro la parte superiore dello scudo, simboleggiando tutte le ricompense al valore.
La prima partizione è dedicata alle operazioni in Libia alle quali ha partecipato l'11° fra il 1911 ed il 1913. La colonna recisa ricorda l'olocausto dei bersaglieri a Sciara Sciat ed i due silfi sono emblema delle località ove sono state concesse le due medaglie al Valor Militare, una d'oro a Tripoli ed una di bronzo ad Assaba.
Nella seconda partizione, sullo smalto d'azzurro simbolo di amor di Patria e di lealtà, sono ricordati i fiumi Tagliamento e Isonzo (gemelle ondate) ed il Carso e le colline che sovrastano l'Isonzo (monte all'italiana), zone ove i bersaglieri si sono valorosamente battuti nel corso della prima guerra mondiale.
Il capo d'oro simboleggia la massima ricompensa al Valor Militare concessa al reggimento per il fatto d'arme di Tripoli, località rappresentata nel quartier franco dalla palma fruttata.
L'11° Reggimento Bersaglieri incarna il valore e la dedizione che hanno caratterizzato la specialità attraverso i secoli, dalle operazioni in Libia alle battaglie della Grande Guerra sino alle moderne missioni internazionali di peacekeeping e stabilizzazione, mantenendo sempre vivi i valori di onore e lealtà propri della tradizione bersagliera.